Arf arf, woff!
Salve a tutti, sono
Laila e vorrei raccontarvi un episodio simpatico accaduto qualche anno fa.
Elisa e Francesco, durante i primi anni di fidanzamento, approfittavano del fatto di dover portare me a fare due passi fuori di casa per avere un po’ di tempo da trascorrere da soli (o meglio, lontano dai genitori della mia padroncina… Sì, insomma, per potersi dare qualche bacetto!).
Spesso mi portavano nei giardinetti adiacenti a un piccolo centro commerciale che dista dalla casa dove abito meno di 500 metri.
Un giorno Elisa ebbe l’idea di entrare nella profumeria del centro commerciale, in cerca di un piccolo cadeau da donare alla sua mamma, che avrebbe compiuto gli anni di lì a poco. Chiese alle ragazze del negozio se potevamo entrare e loro dettero l’assenso (facendomi pure qualche carezza, già che c’erano!).
La mia padroncina e Francesco avevano paura che combinassi qualche guaio e tenevano il guinzaglio bello stretto, ma io sono una canina perbene, e non avevo la minima intenzione di fare confusione… anzi!
Non stavo più nella pelle, annusavo l’aria con grande entusiasmo e non sapevo da che parte andare, attirata contemporaneamente da odori diversi in direzioni diverse, col risultato di impiantarmi nel centro del negozio, a muso in alto, odorando rumorosamente!
Poi Elisa si decise a farmi muovere, mettendo un po’ più di forza nel tirare il guinzaglio, per cui fui costretta a seguirla fino all’espositore dei doccia schiuma alla frutta. Annusai tutte le confezioni per bene, poi mi stesi a terra, esausta per la troppa gioia!
Non trovando di suo gradimento quei prodotti, i due padroncini mi portarono davanti ai profumi.
Spruzzarono un paio di fragranze su dei cartoncini ed io mi allungai lungo le gambe di Elisa per odorarli meglio… con talmente tanta foga da farli cadere per terra.
Appena giunsero sul pavimento, io mi ci fiondai sopra e cominciai a strusciarvi contro tutto l’addome, da entrambi i lati, poi cominciai a passarci sopra il muso, infine toccò alla pancia. Quando fui soddisfatta, detti una zampata alla mano di Francesco, che aveva appena finito di spruzzare altri profumi su altri cartoncini, e mi gettai sopra, ricominciando daccapo l’operazione.
Alla fine Elisa dovette raccogliere dal pavimento tutti i cartoncini, pagare il prodotto scelto (un bagnoschiuma!) e uscire da lì imbarazzatissima. Devo dire però che le commesse non erano per nulla arrabbiate con me, anzi! Non facevano che dirmi quanto ero simpatica e bellina!
Quando arrivai a casa corsi dalla mamma di Elisa e le appoggiai le zampe anteriori sulle gambe, per farle sentire com’ero bella profumata!
Insomma, sarò pure un cane, ma sono pur sempre una femmina, e profumarsi e farsi bella, ogni tanto, è un piacere! No?!







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