Ultimamente, la piccola ha imparato un’altra cosa: salutare quando paparino o Elisa escono da casa!
Negli ultimi giorni abbiamo notato che Tabata non ci fa mai mancare il bacetto (leccatina o “colpo di naso” che sia) dell’arrivederci. Inizialmente, stupiti, ci chiedevamo come facesse a capire che stavamo uscendo.
Sono stata io a rendermi conto, dopo un po’, che Tabata si avviava verso la porta prima di noi solo quando ci vedeva indossare o anche solo afferrare il giaccone.
Quando prendo il giaccone dell’appendi-abiti, Tabata comincia a studiare ogni mia mossa, per capire esattamente in quale momento mi avvicinerò alla porta di casa. Quando sente il rumore delle chiavi e intuisce che dovrò usarle per richiuderla, o vede che mi avvio verso l’uscita, balza sul tavolo di cucina (che è adiacente all’uscita) e mi aspetta sull’angolo. Appena giungo a “portata di zampa”, lancia un miagolio deciso.
Io ovviamente (come potrei resistere?!) mi volto a guardarla subito. Allora lei, con un balzetto in avanti, si protende verso di me (o mi salta direttamente in braccio) e mi strofina il musetto sul naso, o me lo bacia, accenna un po’ di fusa, poi torna buona buona sul tavolo (ehm, il più delle volte almeno: quando non tenta di approfittare dell’apertura della porta per provare, a volte riuscendoci, la fuga verso la resede che abbiamo subito adiacente all’appartamento).
Stessa scena al ritorno.
Qualche sera fa Francesco ed io, al rientro, non siamo entrati subito in casa, ma ci siamo soffermati a chiacchierare nella resede (mentre io, sconsolata, costatavo la morte dell’ennesima pianta… sono un killer di vegetali!).
A un certo punto, nonostante i doppi vetri, abbiamo sentito un “lamento straziante”: era Tabata che, avendoci sentito arrivare ma non vedendoci entrare, ci invitava caldamente a raggiungerla! Teneva il musetto spalmato sul vetro, ritta sulle zampe anteriori, con le posteriori appoggiate sulla macchina per caffè espresso, e miagolava con tutto il fiato che aveva!
Quando l’abbiamo guardata, e il paparino ha picchiettato sul vetro con un dito, si è chetata, ma ha continuato a tenerci d’occhio. Alla fine ci siamo arresi, e siamo entrati.
Inutile dire che ha sbaciucchiato entrambi più volte, passando ripetutamente dalle mie spalle a quelle del paparino. Poi se n’è tornata nella sua amaca da radiatore ed ha schiacciato un bel pisolino!






