Ieri mattina ho deciso che, per farmi perdonare di essere rimasta sprovvista di tonno al naturale (di cui Tabata va pazza) le avrei bollito un bel nasello.
La piccola ha gradito molto, ma pur mangiando parecchio, è pur sempre una gattina di sei mesi d’età, per cui ne è avanzato un bel po’. Per diminuire il pericolo che andasse a male (poiché mi sembrava uno spreco inenarrabile) ho deciso di non riempire la ciotola dove tengo le crocchette; in fondo, non mangiarne per un giorno non le avrebbe certo comportato problemi!
Nel pomeriggio sono dovuta uscire e, al mio ritorno, ho poggiato sul tavolo della cucina i miei acquisti: una busta di crocchette e due bustine di cibo umido per gatti (mica avrete pensato che avessi comprato qualcosa per me!). Poi sono andata in un’altra stanza.
Cinque minuti dopo un forte rumore di vetri rotti mi ha fatto correre in cucina, dove ho trovato Tabata che, con l’aureola inserita, mi guardava come per dire :-Che c’è? Che ti guardi?- circondata dai frantumi che un tempo erano stati la mia zuccheriera. Come potete ben immaginare ciò mi ha costretto a pulire per bene tutto il pavimento, per paura che la malandrina potesse ferirsi con qualche pezzo di vetro.
Una volta gettato nella pattumiera l’ultimo frammento di zuccheriera, sono tornata nell’altra stanza ed ho ripreso a fare ciò che stavo facendo precedentemente. L’assenza della micetta (che di solito sta in braccio a me o comunque nella stanza dove sono io) mi stupiva un po’, ma ho pensato che magari stava semplicemente dormendo sul suo adorato cuscino preferito.
Mi sbagliavo di grosso…
Senza fare il minimo rumore, Tabata era impegnata in un’impresa epica ma, devo dire, portata a termine dimostrando una grande perizia e un’intelligenza straordinaria.
Ricordate la busta contenente il cibo per gatti? Quando sono andata in cucina per preparare la cena l’ho trovata… non proprio dove l’avevo lasciata. Guardando meglio, ho notato un grosso squarcio al centro. Spostando lo sguardo, poi, ho visto che la confezione delle crocchette non era più dentro la busta, ma adagiate sul tavolino, qualche centimetro più in là… e anche quella era stata squarciata al centro.
La signorinella aveva trovato la busta sul tavolino e, dopo averla annusata, aveva capito cosa contenesse. Ben lungi dal perdersi d’animo, con certosina accuratezza e tanta pazienza, aveva prima rotto la busta del supermercato per prendere la confezione di crocchette per poi aprirla a suon di graffi e morsi e servirsi da sola.
Evidentemente, la mia idea di un giorno senza croccantini non la trovava per niente d’accordo!







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