Dedico il primo post dell’anno a questo splendido gigante timido e buono, che la crudeltà degli uomini non è riuscita a incattivire, come augurio di un 2012 migliore per tutti gli animali

Essendo il più timido e riservato tra tutti i pelosi dei miei genitori, non si rende spesso protagonista di episodi divertenti, ma è comunque un cane speciale.
La sua “infanzia” non è stata semplice, perché purtroppo l’ha passata in strada, e l’esperienza l’ha reso sì un po’ diffidente e “allergico” al contatto con gli esseri umani, ma di certo non cattivo o aggressivo!

E’ dolcissimo con Laila, che considera la sua capo-branco, ma anche la sua sorella, e accetta sovente anche qualche carezza di Morgana, che si diverte ad allungare una zampetta sull’enorme schiena dell’immenso cagnone ogni volta che può. Ginevra se ne tiene moolto alla larga, terrorizzata dalla sua mole e dal fatto che, il mascalzone, a volte, per giocare, la rincorre.

Degli umani si fida poco, ma dimostra il suo affetto in maniera, se possibile, ancora più dolce, proprio perché, vedendolo fuggire ogni volta che qualcuno si avvicina, non ti aspetteresti poi di vederlo emozionarsi fino a farsi la pipì addosso quando rientri in casa dopo un’assenza anche di poche ore o di sentirti dare un colpetto sul polpaccio dal suo nasone umido a mo’ di bacetto e saluto.

Manco a dirlo, ha un rapporto speciale con Francesco, dal quale spesso, in passato, ha accettato persino bocconi dalla mano, e con me. I miei genitori, appena Blanco accettò (finalmente!) di entrare a far parte della nostra famiglia, decisero di rivolgersi a un esperto per riuscire ad ottenere obbedienza e, soprattutto, fiducia dall’enorme cucciolone spaventato. Questo signore ci insegnò come avvicinarci a lui senza spaventarlo, come parlargli, come non far ingelosire Laila e tante altre belle cose.
Ricordo che un giorno Blanco si era sdraiato sul pavimento proprio davanti all’accesso al salone e teneva d’occhio ogni mossa di mia madre e dell’addestratore, che stava spiegando a mia madre come convincerlo a ricevere un contatto fisico con noi, servendosi di un boccone di cibo saporito per convincerlo ad avvicinarsi. Io ero andata a prendere in cucina un biscotto per cani per provare l’esercizio in questione, e trovai il passo sbarrato dal cagnone. Stavo per girarmi e passare da un’altra parte, ma l’addestratore, che aveva intuito che Blanco di me non aveva paura quasi per nulla, mi disse:
<<Signorina, provi a scavalcarlo, vediamo come reagisce>>.
Io obbedii e, con mio grande stupore, Blanco non fuggì né accennò a una reazione “violenta”, ma rimase fermo e tranquillo mentre i miei piedi passavano sopra al suo corpo enorme e, addirittura, mi dette un “bacetto” sul retro della mia gamba quando arrivai davanti al suo muso.
<<Ha visto signorina? Io ho capito che sarebbe rimasto tranquillo quando lei le è arrivata alle spalle e lui neanche si è voltato a guardarla. Quando un cane ci dà le spalle e non controlla le nostre mosse, significa che si fida di noi. Le spalle a un nemico non si danno, a un amico sì! Provi a dargli il biscottino adesso, tenendolo al centro del palmo della mano e avvicinandola al suo muso lentamente. Se riesce ad arrivare abbastanza vicino, con le punte delle dita lo accarezzi sotto il muso.>>.
Io seguii le istruzioni e… voilà! La mia prima carezza a Blanco! Che emozione! Credo che non lo dimenticherò mai.
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